CORSO ABILITAZIONE TRASPORTO PASSEGGERI (ABILITAZIONE BIPOSTO)
La Scuola di Volo dell'Avio Club Trento effettua dei Corsi per il conseguimento dell'Abilitazione al Trasporto Passeggeri (Abilitazione Biposto). L'Abilitazione si ottiene, a seguito di esame effettuato da un Esaminatore dell'Aero Club d'Italia, dopo che il Pilota con Attestato VDS (cosidetto Basico) ha seguito uno specifico Corso organizzato dal Club e ha maturato un esperienza di volo di almeno 30 ore di volo da solo pilota, integrate da almeno 3 ore di volo a doppio comando con Istruttore.
L'esame è esclusivamente pratico in volo e non è previsto alcun esame teorico. Purtuttavia, in sede di esame pratico, durante il briefing pre-volo, l'Esaminatore si accerterà con un colloquio ad hoc dell'adeguata preparazione teorica dell'esaminando.
E' consentito l'impiego di velivolo privato, sia durante il Corso che all'esame, purchè l'impiego di detto velivolo sia stato notificato preventivamente all'Ae.C.I. Maggiori informazioni sull'argomento “Abilitazione al Trasporto Passeggeri”” si possono ottenere consultando:
- il “D.P.R. 9 luglio 2010 n° 133” - Capo III – Art.11 - (Attestato di Idoneità, Abilitazioni e
Qualifiche).
- il “Regolamento Tecnico-Operativo-Didattico Ae.C.I. per il VDS con apparecchi provvisti
di motore” - 15 luglio 2015 – Art. 12.
- l'Allegato “D” delle “Procedure e modulistica d'esame VDS/VM – Ae.C.I.
Data l'importanza operativa di quanto esposto nel citato Allegato “D”, si ritiene opportuno riportarlo in toto nelle pagine seguenti, con l'aggiunta del capitolo “Esame Abilitazione al volo con passeggero” (Art.12 del Regolamento T.O.D. Ae.C.I.)
Per ulteriori informazioni:
Mail: avioclubtrento@gmail.com
Direttore Scuola Com.te Paolo Cattani: tel.: 347-9385488
Sito Web: www.avioclubtrento.it
- - - o - - -
ATTIVITA' PREPARATORIA PER IL CONSEGUIMENTO DELL'ABILITAZIONE AL TRASPORTO PASSEGGERI CON APPARECCHI VDS/VM DUE ASSI/TRE ASSI (da Allegato D di "Procedure e modulistica d'esame VDS/VM")
PREMESSA
Con l'obiettivo d i fornire a l pilota/candidato una traccia della possibile sequenza delle manovre oggetto dell'esame pratico per i l conseguimento dell' abilitazione al trasporto del passeggero, si riepilogano di seguito i vari "step di verifica" ed alcune considerazioni di carattere generale.
Facciamo peraltro notare che molte delle manovre e dei suggerimenti forniti in questa traccia, pur riferendosi al contesto dell'esame, altro non sono che quelle "buone pratiche" con le quali il pilota deve avere la necessaria e consolidata familiarità nello svolgimento della normale attività d i volo.
tale familiarità, a maggior ragione, ed a completamento dell'esperienza acquisita dal pilota/candidato nella sua attività di volo seguente all'acquisizione dell'attestato VDS/vm, diventa determinante e sostanziale nel momento in cul lo stesso pilota si appresta ad assumere la responsabilità del trasporto di un passeggero; ed è appunto la verifica dell'acquisizione di queste attitudini, capacità e abilità, l'obbiettivo principale della valutazione espressa dall'esaminatore AeCI in sede d i esame.
1. PIANIFICAZIONE DEL VOLO, BRIEFING VOLO TRASFERIMENTO ED ABBANDONO RAPIDO DEL
MEZZO
In sede d'esame il pilota deve considerare l'esaminatore come u n normale "passeggero" e d a questi deve rivolgere le proprie attenzioni, coinvolgendolo adeguatamente nella pianificazione del volo, la verifica delle condizione meteo e l a descrizione di ciò che si andrà a fare i n volo, i n modo che questi possa essere in grado di seguire con maggiore partecipazione l'evolversi del volo stesso. Inoltre, il pilota dovrà saper informare il passeggero sulle procedure precauzionali e d i emergenza, d a attuare in caso di necessità, ivi compresa l'eventualità di dirigersi a d un campo di volo alternato, evidenziandone l'aspetto preventivo per la sicurezza delle operazioni, rimarcando la necessità che l'informazione al passeggero è parte integrante di tali procedure, affinché si adottino in volo comportamenti sicuri.
Tali informazioni, riguardanti anche il posizionamento dei sistemi passivi d i sicurezza, le procedure di emergenza e di abbandono del velivolo in caso di atterraggio forzato o precauzionale, saranno efficaci nella misura in cui il pilota è in grado di fornirle in un contesto dialettico dominato dall'assoluta chiarezza e tranquillità; infatti, "allarmare" il passeggero, oltre che insensato, servirebbe solo a "chiudere" il primo anello di una possibile catena degli eventi.
2 . CONTROLLI PREVOLO E CURA DEL PASSEGGERO
Il pilota deve interiorizzare i controlli pre-volo come una fase importante e decisiva del volo stesso, e dedicare a questa la necessaria e CONSAPEVOLE attenzione. I controlli non devono quindi risolversi in una serie d i azioni ripetitive e rituali, ma devono configurarsi come veri e propri steps di verifica. L'utilizzazione della lista controlli è obbligatoria.
Una volta pronti a salire a bordo, sarà cura del pilota imbarcare per primo il passeggero, aiutandolo nella sistemazione a bordo ed istruendolo, in particolare, sul modo di agevolare la libertà dei comandi, nonché evidenziando il posizionamento dei sistemi passivi di sicurezza.
3 . RULLAGGIO DAL PARCHEGGIO AL PUNTO ATTESA
Prima di avviare il motore è necessario accertarsi di aver frenato il velivolo, quindi, una volta verificato che l'area circostante sia effettivamente libera, con un perentorio e udibile "via dall'elica ...", possiamo procedere allo "start-up".
Avviare il motore in un'area critica (p.e. prossimità d i persone, cose, animali e/o altri velivoli) è da considerarsi uno degli errori più GRAVI in quanto denuncia scarsa consapevolezza situazionale da parte del pilota. Se a bordo è presente un sistema di comunicazione T/B/T, e s e il pilota è abilitato alla fonia, è il momento del radio-check!
Il rullaggio dal parcheggio al punto attesa deve essere effettuato con grande attenzione e d a una velocità tale da permettere un pronto arresto sia del velivolo che del motore; in genere s i definisce questa velocità come quella di u n uomo che cammina a "passo svelto".
Durante il rullaggio è buona norma provare sia i freni che l'efficacia e la libertà del sistema direzionale a terra e degli eventuali impennaggi verticali di coda.
4. PRIMA DI ENTRARE IN PISTA
Giunti al punto attesa, ove il campo d i volo sia dotato d i una via d i rullaggio parallela ovvero, in ogni caso, prima di entrare in pista, é indispensabile posizionare il velivolo in modo tale che sia visibile al pilota il massimo possibile dello scenario e garantire la precedenza all'eventuale traffico in atterraggio e/o decollo. A questo punto si inserisce il treno di parcheggio, se cosi previsto in funzione del tipo di velivolo utilizzato, e si anticipano tutti i controlli e predisposizioni utili ad occupare il minor tempo possibile la pista. L'ultimo di questi
controlli sarà quello relativo alla verifica del traffico in atto, scandendo a voce alta "PISTA LIBERA - FINALI LIBERI.
Si comincia sempre l a manovra del decollo con bene i n mente l'intera procedura di emergenza da attuare in caso di calo di potenza o, addirittura, di piantata motore. Tale procedura, a seconda dello spazio percorso e della velocita acquisita, va dall'abortire la manovra di decollo fino alla gestione di un atterraggio di emergenza.
Iniziata la corsa di decollo, sono condizioni necessarie e indispensabili per proseguire l a manovra: la verifica del raggiungimento della potenza di decollo, e l'effettivo e costante aumento della lAS, esplicitamente richiamati dal pilota con espressioni idonee (es. potenza di decollo ok velocità in aumento).
6. LIVELLAMENTO
Poco prima di raggiungere la quota desiderata si inizia la manovra di livellamento. Questa operazione richiede una sequenza d i azioni tanto semplice, quanto precisa, comunque differente in funzione delle velocità prescelte:
Se si desidera livellare alla velocità d i crociera, normalmente superiore a quella di salita, prima di tutto si agisce variando l'assetto, appruando, per aumentare la velocità al valore desiderato;
- si attende poi il conseguente aumento di velocità;
- si riduce la potenza quanto basta per mantenere la quota, ovvero il variometro a "zero".
Se, invece, si desidera livellare alla stessa velocità di salita, come potrebbe avvenire durante un tocca e riparti per successiva circuitazione,
- si agisce riducendo gradatamente la potenza per livellare la traiettoria;
- si attende la conseguente variazione di assetto, avendo cura che la velocità rimanga costante durante il transiente.
7 . VIRATA LIVELLATA A 90°
La virata, sia essa livellata o meno, si inizia sempre solo dopo aver verificato che lo spazio che andremo ad occupare sia libero.
Questa importante precauzione deve essere associata all'acquisizione del riferimento visivo della nuova rotta, senza del quale non si potrebbe impostare correttamente la manovra di rimessa dalla virata stessa.
E' infatti da considerare un GRAVE errore iniziare la manovra senza queste azioni preliminari, delle quali il pilota deve dare esplicito cenno con adeguate espressioni (es. spazio libero, riferimento preso).
RIEPILOGO ELEMENTI IN VALUTAZIONE
- CONOSCENZE SPECIFICHE DEL VELIVOLO
- PIANIFICAZIONE DEL VOLO, BRIEFING VOLO TRASFERIMENTO
- ABBANDONO RAPIDO DEL MEZZO
- CONTROLLI PREVOLO E CURA DEL PASSEGGERO
- ACCURATEZZA E SICUREZZA DELLE OPERAZIONI AL SUOLO
- VOLO LENTO, MANTENIMENTO VELOCITA' E QUOTA, STALLO
- PIANTATA MOTORE SIMULATA: AZIONI IMMEDIATE,
- INDIVIDUAZIONE AREA ATTERRAGGIO, CONTROLLI
- ACCURATEZZA E SICUREZZA DELLA TECNICA DI PILOTAGGIO
- POST ATTERRAGGIO, RULLAGGIO A L PARCHEGGIO, ARRESTO
- MOTORE E MESSA IN SICUREZZA VELIVOLO
ESAME ABILITAZIONE AL VOLO CON PASSEGGERO (Art. 12 - Regolam. Tecnico Operativo Didattico VDS/VM)
Per quanto non sia espressamente prevista una prova teorica, l'Esaminatore deve accertare, ove applicabile in funzione della classe e tipo di velivolo, le conoscenze specifiche del Candidato a riguardo delle differenze esistenti tra la versione monoposto e quella biposto. La prova pratica, le cul linee guida sono tracciate nel riepilogo sintetico riportato i n All. "D", sarà svolta utilizzando la scheda d'esame in AIl. "E", da conservare agli
atti della Scuola. L'esito positivo dell'esame é annotato dall'Esaminatore sull'Attestato del Candidato e riportato nel verbale d'esame da inoltrare all'AeCI a cura della Scuola.
1 . La prova d i esame per il rilascio dell'abilitazione a l volo con passeggero è svolta presso la Scuola d i volo che abbia notificato a d AeCI la richiesta con preavviso d i almeno 15 gg. dalla data indicata nella domanda.
2. Sono ammessi all'esame i candidati in possesso dei requisiti di cui all'Art. 11 comma 2 lett. B) del D.P.R. 133/2010, che abbiano svolto almeno 3 ore di volo in addestramento con l'Istruttore della Scuola che presenta il candidato.
3 . La scuola, previa notifica all'Ae.C.I., ha facoltà d i far svolgere l'attività didattica sul mezzo messo a disposizione dal candidato. La notifica viene allegata alla S T della scuola ed alla conclusione dell'addestramento ne verrà esclusa. Restano fermi gli obblighi normativi per l a corretta gestione dell'attività didattica, con particolare riguardo alle coperture assicurative di Legge.
4. Limitatamente alle classi Multiassi, Elicottero, Pendolare, il candidato esegue la prova con l'Esaminatore a bordo del mezzo; per la classe Paramotore l'Esaminatore designa, quale passeggero, unicamente l'Istruttore della Scuola che presenta l'esaminando.
5 . La prova per il rilascio dell'abilitazione al volo con passeggero è effettuata dal candidato con l e modalità di cui all'Art. 17 comma 3 del D.P.R. 133/2010. La prova pratica comprende, tra l'altro, la valutazione della capacità di condurre in piena sicurezza il velivolo anche in caso di emergenza nonché un briefing avente a d oggetto la pianificazione di un volo di trasferimento nonché il comportamento che il passeggero deve tenere a bordo anche i n caso di abbandono del mezzo.
6 . L'abilitazione al volo con passeggero è valida limitatamente alla classe e al tipo per i quali si è superato l'esame d i cui a l comma precedente.